Renate ancora assente, passa anche la Virtus Verona…

By on 17 ottobre 2018

 

RENATE – VIRTUS VERONA 0-1

RENATE (4-3-3): Cincilla; Guglielmotti (28′ st Anghileri), Priola, Teso, Vannucci; Simonetti, Doninelli (16′ st Rossetti), Piscopo; Venitucci (28′ st Finocchio), Gomez, Pattarello (16′ st Spagnoli). A disposizione: Romagnoli, Florindo, Caccin, Frabotta, Pennati. All. Adamo

VIRTUS VERONA (3-4-1-2): Sibi; Trainotti, N’Ze, Sirignano; Lavagnoli, Casarotto, Grbac (40′ st Momentè), Lancini (21′ st Rossi); Manarin; Ferrara, Grandolfo (40′ st Maccarone). A disposizione: Giacomel, Pintoni, Alba, Frinzi, Merci, Fasolo, Danieli, Pavan. All. Fresco

ARBITRO: Sig. Pirrotta di Barcellona Pozzo di Gotto (Sig. Tomasello-Andulajevic di Messina – Sig. Grasso di Acireale)

RETE: 10′ st Grandolfo

NOTE: Serata mite con cielo sereno, terreno di gioco in buone condizioni. Ammoniti Gomez (R), Trainotti, Lavagnoli, Rossi (V). Al 3′ st Cincilla (R) respinge un calcio di rigore a Grbac (V). Calci d’angolo: 6-3 Renate. Recupero: 1′ pt. + 4′ st. Spettatori: 200 circa.

MEDA – Il momento difficile continua. L’avvicendamento in panchina – da mister Brevi al vice Adamo – non dà la scossa giusta alle pantere, che in casa continuano a perdere e a non segnare. La quarta sconfitta (terza consecutiva a domicilio) matura per effetto di 75′ in cui c’è poco o nulla da salvare. Inutile l’ultimo quarto d’ora di generoso assalto; c’è tanto lavoro da fare per superare una fase a dir poco delicata in questo primo scorcio di campionato.

E’ la prima da capo allenatore per Gioacchino Adamo, subentrato lunedì pomeriggio a mister Brevi. Il suo debutto coincide con il cambio modulo, che dal 3-5-2 passa al 4-3-3 con alcune novità nello scacchiere di partenza. E’ Spagnoli a rifiatare davanti, con Venitucci e Pattarello ai lati di Gomez e Piscopo confermato nel ruolo di mezzala. Rispetto alla gara di domenica contro la Ternana, mister Fresco “rispolvera” la difesa a tre, guidata da capitan N’ze. Manarin agisce dietro la coppia Ferrara-Grandolfo, l’ex Lavagnoli e Lancini sulle corsie di centrocampo.

Partenza con fiducia per le pantere, che provano ad assediare la difesa virtussina allargando il gioco sugli esterni. Dopo qualche minuto però, sono i veronesi a prendere in mano le redini del gioco, arrivando con maggior facilità nei pressi dell’area nerazzurra. Di occasioni effettive però, nemmeno l’ombra quando sul cronometro i minuti sono già trenta. Renate ancora poco fluido e libero di testa, Virtus ben organizzata e partita assai poco spettacolare al “Città di Meda”. Anche la coda della prima frazione è priva di sale, logico 0-0 alla pausa lunga. Prima parte di gara tuttaltro che memorabile, se le pantere vogliono tornare alla piena posta in palio, ci sarà bisogno di una ripresa di ben altro spessore.

Si torna in campo per i secondi 45′, e la Virtus Vecomp ha subito l’occasione per sbloccarla. Priola tocca di mano una palla rimessa di testa in area da N’ze. Nessun dubbio per Pirrotta che assegna il calcio di rigore. Grbac angola, Cincilla si supera e respinge, ma l’azione prosegue con l’estremo difensore che deve correre sulla riga di porta per sventare il colpo di testa dello stesso 10 veronese, che clamorosamente poi, da zero metri manda fuori calciando con l’esterno sinistro. Pazzesco. Renate che si salva in qualche modo, ma che al 10′ va sotto. Ferrara va via facilmente a sinistra e scodella per la testa di Grandolfo, che angola alla perfezione e porta avanti la formazione di Fresco. La reazione nerazzurra è del tutto assente, e solo un altro miracolo di Cincilla tiene in piedi le pantere sul colpo di testa a botta sicura di Sirignano. Solo al 26′ si fanno vedere i padroni di casa: palla carica di effetto quella di Venitucci, sul secondo palo Spagnoli non arriva ad impattare per una manciata di centimetri. Mister Adamo prova a dare un’ulteriore scossa con gli inserimenti di Finocchio e Anghileri (bentornato Marco!), tutto questo quando al 29′, Rossetti calcia alle stelle da buona posizione. Il Renate vuole l’1-1, Gomez ci va vicino due volte nel giro di 1′. Prima con una pregevole volèe su cross da destra di Finocchio (deviazione decisiva di Trainotti), quindi sugli sviluppi del successivo corner, quando il colpo di testa lambisce il palo. Il forcing non si arresta, al 38′ è la volta di Piscopo, che dai 25 metri però schiaccia troppo il destro e non centra lo specchio di porta. In pieno recupero c’è anche Cincilla per provare disperatamente a strappare il pareggio, ma senza il recupero miracoloso di Anghileri sulla riga di porta, staremmo parlando di un passivo diverso…