Il D.G. Massimo Crippa: “Chiediamo solo il rispetto che Renate merita”

direttore Crippa

By on 18 aprile 2016

 

RENATE – Sono passate 48 ore dalla sconfitta dell’Ardenza, ma in casa nerazzurra, il k.o. non è ancora stato smaltito. Dopo lo sfogo a caldo in sala stampa, il Direttore Generale delle pantere, Massimo Crippa, è tornato a parlare dei controversi episodi di domenica, che hanno portato alla terza sconfitta in campionato.

Direttore, torniamo ad una gara che ha fatto parlare di sè, purtroppo per decisioni pesantemente avverse che hanno determinato il risultato finale…

C’è molta amarezza, domenica abbiamo fatto un’altra buonissima prestazione, soprattutto in rapporto al valore dell’avversario, a cui mancavano elementi importanti. Noi non siamo abituati a piangerci addosso, ma ci dà fastidio che in trasferte come quella di Livorno accadano episodi gravi, che non tolleriamo più. Vogliamo avere il rispetto che meritiamo e che ci siamo costruiti con fatica in questi anni, esigiamo un trattamento pari a quello di tutte le altre squadre. Se c’è da lamentarsi, ora inizieremo a farlo anche noi. In quattro gare lontano da casa c’è sempre stato un episodio a nostro sfavore. Il calcio di rigore a Cremona a 10 minuti dalla fine, un’assurda espulsione del nostro capitano (Malgrati, ndr) a Roma, il primo gol della Viterbese viziato da una posizione di offside, ed ora la ciliegina sulla torta di Livorno. Dopo tre minuti, non assegnare un calcio di rigore che avrebbero visto anche a Pisa, è qualcosa di vergognoso. Ad infastidire ancora di più è l’atteggiamento arrogante dell’arbitro nei confronti dei nostri giocatori, che oltre tutto hanno protestato in modo più che civile“.

Si parla molto spesso di dialogo tra direttore di gara e giocatori in campo, ma molto spesso un genuino confronto è pura utopia…

Purtroppo è proprio così. Siamo tutti bravi ed in prima linea nell’evidenziare gli errori commessi dai giocatori ed i loro comportamenti a volte non idonei, ma sono loro che arbitrano la partita e che talvolta diventano protagonisti ancor più dei giocatori stessi.  Il Sig. Prontera ha sbagliato, non ci sono giustificazioni, e sono curioso di vedere se all’interno dell’A.I.A. verranno presi provvedimenti. Siamo stufi di questi atteggiamenti presuntuosi. Se con gentilezza chiedo spiegazioni, non pretendo che mi vengano date risposte precise, ma che almeno ci sia un confronto tra persone perbene. Ed invece, c’è stata totale maleducazione sia nei miei confronti, sia in quelli del nostro Presidente“.

Come Lei stesso ha ribadito, non è nella filosofia della Società cercare polemiche gratuite o “piangersi addosso”, eppure nella lista di episodi elencati, non ce n’è uno a favore delle pantere. E’ riuscito a darsi una spiegazione?

Citando una famosa intervista di Mourinho, mi viene solo da dire perchè? Mi piacerebbe avere un confronto, capire da dove nascano tutte queste situazioni avverse, se è possibile quanto meno avere una risposta. E’ troppo evidente che in questo primo scorcio di campionato, ogni situazione dubbia è stata penalizzante nei nostri confronti. Per tornare ancora all’episodio del rigore non concesso domenica, è incredibile che tutti, dai giornalisti ai tifosi del Livorno, abbiano visto l’entità del fallo subito da Marzeglia. L’unico ad aver giudicato in direzione diametralmente opposta è stato proprio il direttore di gara. Sia chiaro, la partita avremmo potuto perderla a prescindere, ma un eventuale vantaggio e la superiorità numerica per più di 85 minuti avrebbero reso la vita del Livorno molto più complicata“.

Direttore, dopo quello che è successo, non teme che i prossimi arbitri che dirigeranno le gare del Renate rischino di essere condizionati?

Non credo, anzi, sono sicuro che non sarà così, perchè nonostante tutto riponiamo fiducia nella classe arbitrale di questa Lega. Le mie parole non devono portare a nessun tipo di condizionamento, guai se così fosse. Vorrei solamente che il confronto con loro sia educato e civile, come accadde due anni fa in occasione di una gara interna persa contro il Feralpisalò, per effetto di un fallo nato un metro abbondante fuori area e giudicato penalty. Mi rendo conto che chi lavora può commettere errori, ma alla base di tutto ci deve essere rispetto ed educazione. Quel rispetto che, sottolineo ancora una volta, la Società Renate merita per la serietà sin qui dimostrata in sette anni di Professionismo”. 


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