Il Padova vince e allunga contro un Renate da applausi

By on 22 dicembre 2017

 

PADOVA – RENATE 2-1

PADOVA (4-3-1-2): Bindi; Cappelletti, Ravanelli, Trevisan, Contessa; Serena (26′ st De Risio), Pinzi, Belingheri; Candido (44′ Pulzetti); Guidone, Capello (26′ st Marcandella). A disposizione: Burigana, Merelli, Mandorlini, Chinellato, Zambataro, Mazzocco, Tabanelli, Cisco, Zivkov. All. Bisoli

RENATE (4-3-3): Di Gregorio; Anghileri, Di Gennaro, Teso, Vannucci; Simonetti, Pavan, Palma; Ungaro (1′ st Piscopo), Gomez, Finocchio (36′ st Mattioli). A disposizione: Cincilla, Savi, Lunetta, Malgrati, Musto, De Micheli, Fietta. All. Cevoli

ARBITRO: Sig. Dionisi di L’Aquila (Sig. Magri di Imperia – Sig. Zanardi di Genova)

RETI: 9′ Guidone (P), 42′ Contessa (P), 12′ st Pavan (R)

NOTE: Serata fredda con cielo sereno, terreno di gioco in buone condizioni. Espulso Teso (R) al 48′ st per proteste, ammoniti Pinzi (P), Di Gennaro (R). Calci d’angolo: 4-1 Renate. Recupero: 2′ pt + 3′ st. Spettatori: 4500 circa.

PADOVA – Due calci di punizioni, due gol ed il Padova fa suo lo scontro diretto contro le pantere, ricacciate ora a – 7 nonostante una buonissima prestazione nel corso dei 90’. Episodi. Come sempre accade nel calcio. La formazione di Bisoli, pur creando pochissimo è letale nei primi 45’, dove di fatto getta le basi per la fuga in classifica. La rete di Pavan ed un secondo tempo di totale generosità non bastano ai nerazzurri, che restano comunque al secondo posto in classifica, alla vigilia dell’ultimo appuntamento del 2017, in casa contro la Feralpisalò (venerdì 29, ore 18,30).

Padova che torna all’abituale 4-3-1-2 dopo la sconfitta di Gubbio, con Trevisan recuperato ed in campo dal 1’ a differenza di Pulzetti, a cui Bisoli preferisce Serena. E’ Candido il trequartista alle spalle di Guidone Capello. In casa Renate, per 10/11 è la stessa formazione vincente contro il Pordenone, fatta eccezione per Palma al posto di Fietta in mediana.

La partita tra le due prime forze del girone B ha un incipit blando, come logico attendersi. Le due squadre si annusano e cercano di prendersi rispettivamente le misure, ma al 9’ è subito vantaggio patavino. Sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla trequarti, Contessa mette una palla velenosa al centro che arriva – dopo un’altra deviazione – sulla testa di Guidone, implacabile a pochi passi da Di Gregorio. Inizio dunque in salita per la rivelazione del campionato, brava però a ritrovare subito la giusta serenità per rimanere fedele al piano-partita. Al 14’, da una punizione calciata da Palma, la difesa biancorossa libera dalle parti di Vannucci, che carica il sinistro ma non inquadra lo specchio di porta. Peccato. Un minuto dopo, è la volta di Bindi, superlativo a smanacciare il sinistro di Simonetti, che si era liberato bene dopo uno scambio nello stretto con Ungaro. Il Renate, con personalità, guadagna campo e fiducia, ma dopo qualche minuto di sbandamento, il Padova si riassesta e limita i rischi. Ci prova Pavan al minuto 36, ma la sventola dai 30 metri si perde alta sopra la traversa. Ed allora, in un momento in cui all’Euganeo giocano quasi solo le pantere, la capolista raddoppia. Dionisi punisce con un calcio di punizione dal limite il fallo di mano commesso da Di Gennaro, con il match winner di domenica peraltro a terra per uno scontro fortuito. Contessa non ci pensa due volte, il suo mancino a giro sorprende Di Gregorio e vale il 2-0 all’intervallo. Per ciò che si è visto in campo, un punteggio a dir poco bugiardo.

Si riparte, con Piscopo dentro al posto di Ungaro, alle prese con un problema alla caviglia rimediato a metà frazione. L’italo-australiano si rivela una mossa azzeccata, perché in più di una circostanza di rivela spina nel fianco della difesa locale. Corre il 12’ quando il talento classe ’98 mette una splendida palla da sinistra, con Pavan che di testa beffa Bindi in posizione non impeccabile. Match riaperto, semmai ci fosse stata la sensazione opposta. Inerzia nelle mani dei brianzoli, che al 15’ lucrano un altro calcio ci punizione dai 25 metri. Gomez cerca di sorprendere Bindi, che stavolta in sicurezza blocca a terra. Padova in difficoltà, ma la manovra nerazzurra va a sprazzi, ed è solo Piscopo a seminare zizzania tra le linee. Il tempo passa troppo velocemente, ed il Renate non riesce a costruire nitide palle-gol per cercare il clamoroso pareggio. L’esperienza patavina emerge proprio negli ultimi 10’, quando giocatori come Pulzetti e Pinzi si ergono a protagonisti e conquistano falli preziosi per interrompere sul nascere gli eventuali assalti delle pantere. Nel finale, Teso di guadagna il rosso diretto per una parolina di troppo al direttore di gara, che di lì a qualche secondo decreta la fine di un match che il Renate avrebbe quanto meno meritato di pareggiare. Ma il calcio, come già detto, è fatto di singoli episodi, che stavolta hanno dato ragione alla fuggitiva…