Berretti: beffa quasi allo scadere, Renate vice campione d’Italia

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By on 10 giugno 2017

 

RENATE – LIVORNO 0-2

LIVORNO: Romboli, Raimo, Santini, Dilaiti (20′ st Bartolini), Lischi, Vittorini, Folegnani (22′ st Pallecchi), Bardini, Canessa Al. (39′ st Habumuremyi), Cortopassi, Nigiotti. A disposizione: Puccini, Canessa Ax., Bozhanaj, Carlucci, Balleri, De Wit. All. Nappi

RENATE: Stucchi, Bonalume, Mutti A., Busa (20′ st Gulinelli), Gallo, Confalonieri, Roda (9′ st Pizzi), Caferri, Diaferio (1′ st Verderio), Tagliabue, Villa. A disposizione: Turati, Cavuoto, Forno, Citterio A., Mutti L., Gianpietro, Di Benedetto. All. Citterio S.

ARBITRO: Sig. Dionisi di L’Aquila (Sig. Tribelli – Sig. Badoer di Castelfranco Veneto)

RETE: 46′ st Bardini, 51′ st Pallecchi

NOTE: Giornata molto calda e soleggiata, terreno in buone condizioni. Nessun giocatore espulso, ammoniti Bardini (L), Bonalume (R). Calci d’angolo: 9-3 Livorno. Recupero: 0′ pt. + 6′ st

PRATO – Nulla da fare. Nell’atto che assegnava lo Scudetto Berretti 2016/2017, il Livorno si aggiudica il titolo con un 2-0 buguardo, maturato dopo il 90′. Gara vibrante, piacevole, in cui le duellanti hanno spartito un tempo a testa. Più ficcanti i toscani nei primi 45′, decisamente più vivaci e pericolosi i nostri ragazzi nel secondo tempo, dove si avvertiva la sensazione di poter piazzare la zampata vincente. Ed invece, Bardini prima, e Pallecchi poi, mettono il sigillo sulla finale. Amarezza e lacrime in casa nerazzurra, ma anche la consapevolezza di aver dato tutto, costruendo una stagione-capolavoro in cui nessuno avrebbe scommesso non più tardi di due mesi fa. “Siamo orgogliosi di questi ragazzi – commenta a caldo il Direttore Generale Massimo Crippa – che hanno dato tutto per conquistare un titolo così prestigioso. Nell’ultimo mese sono riusciti a superare ogni ostacolo contro ogni pronostico, questo nessuno potrà mai dimenticarlo“.

In occasione della finalissima, mister Citterio opera un paio di cambi nello scacchiere iniziale. I problemi muscolari accusati nei supplementari della semifinale non permettono a Luca Mutti di essere in campo, al suo posto c’è la duttilità di Bonalume. A centrocampo la sorpresa è Roda (l’escluso di turno è Verderio) sull’out di destra, con Villa dirimpettaio sul versante opposto. Peso dell’attacco sulle spalle di Diaferio, a dir poco decisivo nella semifinale contro il Catania.

Si gioca in un caldo a tratti asfissiante, ed i ritmi – uniti alla logica tensione – sono inevitabilmente bassi. Nei primi 10′ Livorno e Renate si studiano e si prendono le misure, lasciando poco, anzi pochissimo allo spettacolo. Il primo squillo è labronico, ed arriva al 21′, quando sul sinistro dal limite di Bardini, la deviazione di Bonalume fa schizzare il pallone sulla base del palo e quindi sul fondo. I nerazzurri non si fanno intimorire, ma allo stesso tempo non riescono a pungere, almeno fino al 32′, quando i ragazzi di Citterio orchestrano la miglior azione dei primi 45′ di gioco. Roda con il lungo linea per Diaferio, cambio gioco a sinistra per Villa, il cui cross a centro area è un invito per l’accorrente Confalonieri, che di testa pizzica la traversa, pareggiando il conto dei legni. La risposta amaranto arriva 180” dopo. Folegnani è imprendibile a sinistra, la sua discesa culmina con il cross basso per l’accorrente Canessa, che costringe Stucchi ad allungarsi per deviare la sfera e mantenere inviolata la porta. Ultima nota del primo tempo, la velenosa conclusione dal limite di Confalonieri, con Romboli che non azzarda la presa a terra e concede il primo tiro dalla bandierina ai brianzoli. Tutto sommato però, più Livorno che Renate nella prima metà della finale, ma il punteggio rimane inchiodato sullo 0-0.

Al rientro in campo, c’è subito un cambio in casa nerazzurra. A sorpresa, è Diaferio ad abbandonare il campo, al suo posto c’è Verderio. Tutto confermato in casa Livorno. Sono proprio gli amaranto a provare ad aggredire, ma in sostanza non succede nulla fino al 9′, quando Citterio decide di utilizzare ulteriori risorse fresche, con Pizzi che rileva Roda. Se il primo tempo aveva offerto emozioni con cadenza regolare, nmella ripresa bisogna aspettare il 23′ per la prima emozione. Bravissimo Pizzi, che fa tutto da solo, entra in area e col sinistro scalda i guantoni di Romboli. In precedenza, un problema muscolare aveva messo k.o. Busa, sostituito da Gulinelli, match winner nei Quarti a Modena. Livorno che rischia, ma che allo stesso tempo spreca tutto un giro di lancette dopo. Sugli sviluppi dell’ottavo corner, la sfera arriva sul secondo palo, dove Lischi, clamorosamente, manda alto da due passi. Ancora pantere propositive al 27′. Stavolta Pizzi trova il corridoio giusto per Tagliabue, che non riesce però a dare potenza al suo diagonale. Solo Renate al “Lungobisenzio”: il gruppo di Citterio sembra averne di più, ed il Livorno non riesce più ad imbastire la minima ripartenza. Al 40′, sugli sviluppi di un corner, la palla sfila lungo l’intera riga di porta e arriva nei pressi di capitan Villa, che non trova però la coordinazione per schiacciare di testa in rete. E’ l’ultima vera occasione, prima dell’atroce beffa. Al 46′ è Bardini l’eroe livornese, il giocatore più lesto a risolvere una mischia nel cuore dell’area piccola. Il suo colpo di testa annichilisce le panterine, che nei sei minuti di recupero provano l’assalto all’arma bianca, trovandosi però un muro di fronte. E allora, nell’ultima azione del match, il contropiede amaranto fa male, con Pallecchi che mette la ciliegina su una torta a noi indigesta. Estasi Livorno, scofitta dolorosa per il Renate, che da domani avrà tutto il tempo per capire la straordinaria impresa comunque compiuta. Una nuova, indimenticabile pagina di storia è stata scritta da un indomito gruppo. Grazie di cuore!